San Valentino: quando il film sul viaggio diventa romantico

“Tutto l’universo obbedisce all’amore”, canta Franco Battiato. Spesso è infatti l’amore a guidare le nostre decisioni, nel bene o nel male.

A volte si decide di intraprendere un viaggio proprio per amore: per andare a trovare la dolce metà, per allontanarsi dopo la fine di una relazione, per andare alla ricerca di se stessi e ricaricarsi. Ci sono molti motivi per cui una persona si mette in viaggio e molte sono anche le sfumature dell’amore. La cinematografia è piena zeppa di storie d’amore e molte di queste si intersecano proprio con il tema del viaggio, fin dai tempi del cult “Vacanze Romane“. Nel film del 1953 la bella Audrey Hepburn impersonava la principessa Anna, ormai asfissiata dai viaggi diplomatici e i relativi obblighi. Il suo incontro con il giornalista americano Joe Bradley (Gregory Peck) rese improvvisamente il suo soggiorno a Roma molto più gradevole del previsto. Una storia d’amore che ha fatto sognare il mondo intero e un vero e proprio must per gli amanti del cinema. C’è chi in viaggio l’amore lo trova e chi in viaggio ci va per dimenticarlo, come Julia Roberts in “Mangia, prega, ama“. Dopo un divorzio e una relazione disastrosa, Elizabeth decide di mollare tutto e di girare il mondo. Nel corso della sua esperienza imparerà che nonostante le esperienze negative, l’amore può rinnovarsi e rinascere.

Una delle storie d’amore più belle e poetiche del cinema italiano è stata raccontata ne “Il Postino“, l’ultimo film con l’indimenticabile Massimo Troisi nei panni dell’umile postino Mario Ruoppolo che consegna la posta a Pablo Neruda (Philippe Noiret) su un’isola che offre paesaggi mozzafiato. Mario è perdutamente innamorato di Beatrice Russo (Maria Grazia Cucinotta) e vuole imparare a conquistarla grazie alla poesia. “Mi piaci quando taci, perché sei come assente“, il film diretto dallo stesso Troisi e Michael Redford si aggiudicò numerosi premi, tra cui un Oscar per la migliore colonna sonora.

Amore a volte vuol dire fuga, dall’altra persona o con l’altra persona. Come ne “I segreti di Brokeback Mountain“, uno dei primi film mainstream a trattare il tema dell’omosessualità. Ennis Del Mar (Heath Ledger) e Jack Twist (Jake Gyllenhaal) devono nascondere la loro vera natura nell’America bigotta dei primi anni Sessanta. Una famiglia di facciata e i viaggi, sporadici, per ritrovarsi a Brokeback Mountain e, almeno per quel poco tempo a disposizione, vivere il loro amore senza paure. Le fughe d’amore non sono certo una novità e sono state a lungo una prerogativa delle coppie nate senza l’approvazione delle rispettive famiglie o della comunità più in generale. Fuggire significa essere determinati, volere a tutti i costi vivere i propri sentimenti, senza timori, senza impedimenti. Il dodicenne Sam e la sua Suzy in “Moonrise Kingdom” di Wes Anderson hanno le idee molto chiare e, dopo un lungo scambio di lettere che consolida il loro amore, decidono di concedersi una fuga romantica in pieno stile scout.

Se sei abbastanza coraggioso da lasciarti dietro tutto ciò che è familiare e confortevole, e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa ai vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esteriore che interiore; se sei veramente intenzionato a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio; se accetti tutti quelli che incontri, strada facendo, come insegnanti; e se sei preparato soprattutto ad accettare alcune realtà di te stesso veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa.

(Mangia, prega, ama)

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